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C’ERA BISOGNO DEL MIGLIOR GIUDICE DI GARA IN PARADISO

C’ERA BISOGNO DEL MIGLIOR GIUDICE DI GARA IN PARADISO - MASTERCROSSMTB

 C’ERA BISOGNO DEL MIGLIOR GIUDICE DI GARA IN PARADISO
Oggi il cielo era azzurro, l’aria profumava finalmente di primavera e i ciliegi erano in fiore, poi a mezzogiorno in punto mi chiama Barbara Filippini e improvvisamente ritorna l’inverno! Angelo Bonalumi -mi dice fra le lacrime- è salito al Padre alle 10,30. Un pugno allo stomaco! Improvvisamente la primavera non è più la stessa, il cielo ci pare cupo e triste e il profumo primaverile svanisce. Avviso subito gli amici di sempre che del tutto increduli, restano di sasso , il nostro pensiero comune vola subito all’amico Angelo, una vita spesa al servizio del ciclismo, sempre gentile e disponibile , alla sua cara moglie Monica e al figlio Simone , tanto bisognoso di cure. Un mare di pensieri s’intrecciano nelle nostre menti e certifichiamo quanto le persone care perse per quei maledetti mali del secolo, sono delle vere sofferenze per chi le ha amate. “Come è possibile “, ci dice il nostro inconscio, fino a pochissimi mesi fa Angelo era dei nostri, rideva, comunicava, ci spronava , preparava le sue gare da organizzatore e/o da giudice di gara, impartiva consigli a tutti coloro che necessitavano della sua enorme competenza e ora non c’è più! No, non è giusto – mi diceva poche ore fa la sorella Enrica – un dolore del tutto devastante , certo , lo sapevamo gravemente malato e lo abbiamo assistito tutti i santi giorni ma, perderlo così giovane è un’enorme sofferenza. In questi casi non sappiamo cosa dire se non che avremmo voluto un altro finale perché era un uomo giusto, immaginavamo altre storie, se non felicissime almeno più serene, come quando accorrevamo in massa a Comazzo alla “sua” gara, ben sapendo che se lo meritava tutto quell’affetto che tutti quanti gli dimostravamo. Scusate se non riusciamo a trovare parole giuste che possano lenire, almeno in parte , il dolore dei parenti e degli amici, anche perché il dolore chiede “solo” di essere ascoltato interiormente, condiviso con pensieri stupendi per gesti di vita imponenti cui Angelo ci aveva abituati, come può testimoniare la giovane e biondissima russa Nadia, 25 anni appena compiuti, che da quando aveva nove anni frequenta casa Bonalumi tre mesi all’anno e che si sente a tutti gli effetti una figlia. Passi importanti, come i suoi gesti solidali che riempivano di significati la sua esistenza, priva di stordimenti o cose banali ma colmi di fatti concreti che toccavano il cuore. Vi confesso che è molto impegnativo dal punto di vista emotivo, almeno per me, scrivere queste poche ma sentite parole per un uomo vero come Angelo, se non altro perché per trent’anni abbiamo camminato nello stesso solco, Udace prima e Acsi ora, gomito a gomito e ho appreso moltissimo in termini di scuola di vita cui mi sento allievo fortunato. Non si è mai “preparati” a queste batoste che ti appioppa la vita perché non sappiamo minimamente immaginare , prima di sperimentarlo, che cosa si provi nel sapere che Colui che era a noi vicino, ora giace inerte, senza vita, vestito da giudice di gara in attesa che gli amici di sempre lo accompagnino alla sua ultima gara!   Ciao Angelo….

Carmine Catizzone 

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